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My Europe B2B Blog

My Europe B2B Blog: China, Culture, Society, Finance, Business, Business to Business
Apr 22
2008

MSN LOVE CHINA

Posted by Europe Business Center International in sports , Olympic Games

Europe Business Center International
Oggi, collegandosi al proprio Messanger, non può passare inosservato il fatto che lista dei contatti cinesi ( ma non solo) abbiano ora tutti con lo stesso Nickname: (L) LOVE CHINA.

Attraverso un passaparola partito lunedì dal sito 5Sai.com, nato come una delle proposte in votazione tra le iniziative suggerite per supportare le prossime Olimpiadi, come era inevitabile, si è poi diffuso attraverso tutta una serie di mailing list su tutta la rete cinese.
Il risultato è che in queste ore gli internauti cinesi si passano il seguente messaggio:

"Add "(L) China" in front of your MSN name. The (L) will appear on screen as a red heart".

Questa "protesta" simbolica, un segnale di "pace" condiviso dal popolo della rete cinese è in reazione ai molti, troppi attacchi subiti dal proprio paese attraverso i media occidentali e ai "ventilati" boicottaggi di molte nazione in vista delle prossime Olimpiadi,.

Oggi, poco più di 4 milioni di cinesi ( e non solo), hanno ora questo messaggio come proprio Nick Name, un messaggio che travalica il comprensibile patriottismo del momento, cercando di essere un concreto invito affinché la si smetta nel continuare a rappresentare la Cina come fino ad ora fatto dai diversi media occidentali.

In particolare nel mirino della critica degli internauti vi è CNN, accusata con tanto di prove filmate, di "storpiare" la verità su quanto realmente accaduto.

Quello che sta succedendo nel inter-mondo cinese è interessante anche per un altro aspetto. I cinesi anche grazie a questo passa parola, si stanno informando e stanno prendendo coscienza di quanto accaduto in Tibet, anche perché la linea stessa del governo cinese sembra essere, in queste ore, quella di dare ampio spazio ai fatti tibetani, cercando di fornire tutte le informazioni in loro possesso, rispondendo punto su punto alle dichiarazioni / affermazioni che appaiono sui media occidentali.

Ma il fatto che in massa stiano ora rispondendo con un cuore chiamato "Love China" fa capire quale sia la propria posizione ANCHE DOPO aver appreso quello che molti media occidentali ancora vogliono fare credere sia tenuto segretamente nascosto dalle autorità cinesi.

Da tempo infatti non è più così. Da tempo i cinesi sanno quanto noi stessi sappiamo sulla questione tibetana.

Il problema sembra ora essere la continua ostinata convinzione occidentale, che tutto il torto stia dalla parte cinese, basata sul sensazionalismo e le manifestazioni mediatiche, oltretutto spesso realizzate con clamorosi "falsi", dimostratisi ampiamente tali.

Forse questi "cuori cinesi" dovrebbero aiutarci a comprendere la "reale posizione" del cinese medio in questo particolare periodo storico, farci "aprire" gli occhi a noi occidentali, su un mondo globalizzato che spesso travalica le nostre "utopie".

Aiutarci a comprendere come forse sarebbe più costruttivo evitare facili semplicistici approcci e sommari giudizi, cercando invece di guardare le cose con una prospettiva più realistica e concreta di quella troppo spesso utilizzata in questi mesi sui media e dai movimenti di opinione occidentali, affinché si contribuisca realmente a trovare una soluzione ad un problema complesso come quello Tibetano e non trasformarlo nella causa di problemi ancora peggiori.
Apr 22
2008

Il “trappolone” olimpico

Posted by Europe Business Center International in sports , Olympic Games

Europe Business Center International

Vedendo come i fatti del Tibet si stanno sviluppando e gli "attacchi" preparati al passaggio della fiaccola olimpica, non ultimo l'incredibile "spegnimento" di Parigi, appare sempre più plausibile che i cinesi, nell'accettare di organizzare i Giochi Olimpici del 2008, senza volerlo, siano finiti in un "trappolone" delle proporzioni ancora tutte da valutare.

Nell'assumersi tale responsabilità nel 2001, oltre all'onore connesso alla manifestazione, i cinesi hanno accettato anche il rischio di vedere strumentalizzato o peggio "politicizzato" il grande spazio mediatico che le Olimpiadi offrono a chiunque, così come la possibilità di subire "attacchi alla propria immagine" politica e sociale, faticosamente costruita in questi decenni di apertura alla comunità internazionale.

Ma forse i cinesi, in sede di approvazione CIO, non compresero fino in fondo a quale gioco si sarebbero potuti "prestare" per una candidatura fatta passare nonostante, già allora, avesse un "apparente" parere generalizzato di segno contrario. Ora forse questa "azione" trova una sua spiegazione e una sua logica: tendere una trappola alla Cina!

E' evidente che la ricorrenza tibetana, che sembra aver scatenato i disordini dei giorni scorsi, fosse da tempo nel calendario di molte, troppe persone ed organizzazioni internazionali di vario genere e colore, per non rappresentare un "appuntamento annunciato".

Basti solo ricordare come nei giorni che l'hanno preceduta alcuni fatti appaiono ora segnali "premonitori" tra loro strettamente connessi: il vorticoso "tour de force" del Dalai Lama in giro per il mondo, con incontri politici a vari livelli, compresi quelli con il Presidente Bush e la Cancelliera Merkel; il blocco navale cinese che ha impedito l'ingresso di una squadra navale militare americana nelle acque di Hong Kong, lasciando così a "bocca asciutta" le migliaia di parenti in attesa da ore, nonostante la stessa squadra navale avesse precedentemente ricevute tutte le necessarie autorizzazioni dalle autorità cinesi.

All'esterrefatto ammiraglio americano che credeva in un "errore" di comunicazione e chiedeva lumi ai vertici cinesi, fu rimarcato come tale azione fosse esplicitamente da collegare agli incontri del Presidente Bush con il Dalai Lama e quindi un "segnale diretto" alla amministrazione Americana.

Tutto quello che sta accadendo sembra però uscire dal copione di un film, con una serie di azioni spesso prevedibili, copione che però sembra scritto ben lontano dallo stesso Tibet e dalle stesse strade dove la fiaccola olimpica è passata e passerà nei prossimi giorni.

Dispiace assistere a questo "linciaggio" morale quotidiano ai danni della Cina e del suo popolo, così come vedere i media occidentali tutti "pollice verso" e diventati strumenti / vetrina, di un oramai evidente tentativo occidentale di voler dare una "spallata" all'attuale assetto politico cinese, utilizzando le Olimpiadi quale strumento e grimaldello decisivo, una euforia ed aggressività ormai spesso "fuori dalle righe", una esaltazione di piazza quasi si volesse assistere alla replica del "muro di Berlino".

Peccato veramente, anche perché la Cina da tempo ha iniziato la strada verso un futuro diverso e ha già attivato profondi e radicali cambiamenti interni che però necessitano di tempo per svilupparsi.

Il Tibet poi, sembra essere più una buona "scusa" che il reale problema da risolvere.

Forse queste Olimpiadi sono arrivate "troppo presto" per essere un momento di condivisione con il mondo intero di una rinascita, pacifica e condivisa del "paese di mezzo".

Speriamo solo che questo astio non degeneri in ulteriori e più gravi azioni e si apra quel dialogo necessario ed auspicabile tra le parti affinché si trovi una soluzione, dialogo che non passa dal "muro contro muro" o dalle dichiarazioni di boicottaggio di alcuni politici di queste ore che sembrano più un arma elettorale interna che un reale tentativo di contribuire ad una costruttiva soluzione.

Ma soprattutto, per favore, lasciamo fuori qualunque tipo di violenza. Non è la soluzione per nessun tipo di problema, soprattutto in questa delicata situazione internazionale.

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